Modelli imprenditoriali a confronto: viaggio studio in Egitto

News 26 marzo 2013

VIAGGIO STUDIO EGITTOA fine febbraio 2013 la cooperativa faentina Agrintesa ha organizzato, in collaborazione con Irecoop Emilia Romagna, un viaggio in Egitto per i propri soci per un utile confronto fra differenti modelli imprenditoriali.

Come già avvenuto per Spagna, Turchia e Cile, questa iniziativa ha permesso di verificare il grado di sviluppo tecnico e organizzativo raggiunto da altri paesi a vocazione frutti-viticola, ma anche di individuare possibili partner in sinergie commerciali internazionali.

I produttori faentini hanno avuto la possibilità di visitare alcune aziende egiziane collocate nella zona nord del Paese africano, quella a maggiore vocazione agricola, ubicata fra Cairo e Alessandria, resa fertile dalla disponibilità di acqua derivata o dal Nilo o da pozzi sotterranei. Alcune di esse intrattengono già rapporti di scambio ortofrutticolo con l’Italia.

Il tour

Durante la visita, i soci di Agrintesa hanno potuto visionare imprese di capitale di modello simile a quello cileno: grandi dimensioni aziendali (da 200 a 1.300 ettari), ingenti investimenti, vasta disponibilità di manodopera a basso prezzo (in media meno di 1$/ora), molteplici programmi per nuove produzioni da avviare “fuori-stagione” sui mercati internazionali.

Fra le aziende di produzione ed esportazione ortofrutticola più note e attive in Egitto, vanno citate Maba Agriculture, Nivex Farm, Pico Modern Agriculture, Blu Nile Company. In alcune di esse, i frutticoltori faentini hanno potuto osservare da vicino sia il processo produttivo e gli standard quali-quantitativi degli impianti, sia il livello organizzativo delle imprese e il loro stato di innovazione.

Cosa evincere da questo viaggio in Egitto?

L’Egitto appare oggi come un possibile partner, più che un competitor, con il quale instaurare rapporti di scambio e trading nel comparto ortofrutticolo. La frutta sub-tropicale e temperata in primavera, ma soprattutto alcuni tipi di ortaggi, possono rappresentare una valida opportunità di scambio con prodotti frutticoli tardivi come pomacee e kiwi per i quali le nostre imprese sono leader.

L’Egitto appare altrettanto interessante per le possibilità di introdurre know-how, innovazioni tecnologiche e mezzi della produzione che servirebbero a migliorare uno standard quali-quantitativo non sempre adeguato; anche in questo caso l’Italia avrebbe tutte le carte in regola per costruire valide sinergie.