CONCLUSA LA SECONDA EDIZIONE DEL CORSO “AUTONOMIE POSSIBILI”: IL CONTRIBUTO DI IRECOOP ER NELLA FORMAZIONE DEDICATA ALLA DISABILITA’ COMPLESSA

CONCLUSA LA SECONDA EDIZIONE DEL CORSO “AUTONOMIE POSSIBILI”: IL CONTRIBUTO DI IRECOOP ER NELLA FORMAZIONE DEDICATA ALLA DISABILITA’ COMPLESSA

Si è conclusa presso l’Istituto dei Ciechi “Francesco Cavazza” di Bologna la seconda edizione del corso di formazione rivolto agli operatori sociosanitari e scolastici che lavorano accanto a persone con disabilità complesse associate alla minorazione visiva.
L’iniziativa, inserita nel progetto Autonomie Possibili, è stata promossa dal Movimento Apostolico Ciechi, in collaborazione con la Fondazione Lega del Filo d’Oro, l’Istituto Cavazza e Irecoop Emilia-Romagna, che ha curato l’organizzazione logistica e la gestione formativa ed ha supportato la progettazione.

Il percorso, composto da 60 ore tra moduli teorici e pratici, ha registrato un’ampia partecipazione: 86 operatori nella prima edizione e 62 nella seconda. Educatori, assistenti sociali, insegnanti e professionisti delle cooperative sociali hanno scelto di dedicare tempo e impegno ad approfondire un ambito complesso e sempre più rilevante, come quello della pluridisabilità, soprattutto nei contesti dell’età evolutiva.

Da sinistra a destra: Michele Borra, vicepresidente dell’Istituto dei Ciechi “Francesco Cavazza”; Matilde Pala, coordinatrice e tutor del corso per operatori impegnati nella disabilità complessa in presenza di minorazioni visive di Irecoop Emilia-Romagna; Salvatore Bentivegna, vicepresidente nazionale del Movimento Apostolico Ciechi e presidente della Cooperativa Centro Braille di Bologna

Il ruolo di Irecoop ER: competenza organizzativa e qualità formativa

Per Irecoop Emilia-Romagna il corso rappresenta un progetto di valore strategico. Oltre ad aver garantito una struttura organizzativa solida e un coordinamento continuo, Irecoop ha accompagnato ogni fase del percorso con l’obiettivo di assicurare una formazione qualificata, utile e spendibile nei servizi territoriali.

Ciò che è emerso con forza è che l’autonomia delle persone con disabilità complesse non può realizzarsi senza operatori preparati. La formazione diventa quindi un elemento centrale per offrire strumenti, metodi e approcci che permettano di sostenere davvero il percorso di crescita e partecipazione delle persone con minorazione visiva associata ad altre disabilità.


Uno sguardo ai contenuti: autonomia, partecipazione e percezione

Tra i momenti più significativi del percorso vi sono state le riflessioni collettive dedicate al tema dell’autonomia, concetto affrontato non solo da un punto di vista tecnico, ma anche umano ed educativo.
Gli operatori hanno condiviso idee e prospettive che hanno posto al centro parole come libertà, scelta, partecipazione, scoperta, fiducia in sé, evidenziando quanto l’autonomia non sia solo un obiettivo, ma un processo fatto di piccoli passi, rischi calcolati e supporti adeguati.

Il corso ha previsto anche attività pratiche ed esercitazioni esperienziali dedicate alla percezione e all’interpretazione non visiva della realtà. Questi momenti hanno permesso agli allievi di comprendere quanto la costruzione del significato, per una persona cieca o ipovedente, derivi da segnali sonori, emozionali e non verbali che richiedono un’attenzione specifica da parte degli operatori.
È emersa con chiarezza l’importanza della comunicazione non verbale, della musica e degli elementi atmosferici che, per chi non vede, diventano informazioni fondamentali per orientarsi e dare senso alle situazioni quotidiane.

Queste esperienze hanno rafforzato la consapevolezza che accompagnare una persona con disabilità complessa richiede sia competenze tecniche sia una profonda capacità di lettura del mondo non visivo.


Una rete che funziona

Il corso è stato possibile grazie alla collaborazione tra realtà con competenze complementari:

  • il Movimento Apostolico Ciechi, promotore dell’iniziativa;
  • la Fondazione Lega del Filo d’Oro, riferimento nazionale sulla disabilità plurima;
  • l’Istituto Cavazza, centro di eccellenza nella riabilitazione visiva;
  • Irecoop Emilia-Romagna, responsabile della progettazione e del coordinamento formativo.

Il percorso ha inoltre ricevuto il sostegno della Curia di Bologna e della Fondazione Carisbo, confermando l’importanza di una rete istituzionale e sociale impegnata in un progetto comune.


Verso un modello integrato di intervento

Le prime due edizioni del corso Autonomie Possibili rappresentano un tassello importante nel costruire a Bologna un modello di intervento competente, integrato e orientato alla persona.
Irecoop Emilia-Romagna esprime grande soddisfazione per il successo dell’iniziativa e per la possibilità di contribuire alla crescita professionale di chi ogni giorno opera nei servizi educativi, sociali e sanitari.

Perché promuovere autonomia significa costruire comunità più consapevoli, inclusive e capaci di riconoscere il valore di ogni persona.

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